Contesto

La regione mediterranea si sta riscaldando più rapidamente della media globale. Si prevede che le ondate di calore si intensificheranno, mentre le precipitazioni estive tenderanno a diminuire, con conseguente aumento della scarsità d’acqua. Anche regioni montane relativamente ricche di risorse idriche, come le Alpi, hanno registrato una crescente frequenza di siccità, una tendenza che si prevede si rafforzerà ulteriormente in futuro. Ciò potrebbe generare conflitti tra i diversi settori di utilizzo dell’acqua, tra cui agricoltura, produzione di energia, turismo, industria, uso domestico e conservazione della biodiversità.

SPHERE affronta la sfida di rafforzare la sicurezza idrica nei bacini alpini e nelle pianure circostanti. Tra le strategie di adattamento per ridurre i rischi legati all’acqua, le previsioni stagionali stanno suscitando un interesse crescente per il loro potenziale nel fornire allerte precoci su stagioni estreme, consentendo ai decisori di adottare le azioni necessarie per minimizzare gli impatti negativi.

Obiettivi

Il primo obiettivo di SPHERE è utilizzare i più avanzati sistemi dinamici di previsione stagionale, modelli idrologici, tecniche di downscaling e strumenti di analisi per sviluppare una catena di previsione semi-operativa (Fig. 1) in grado di fornire previsioni stagionali ad alta risoluzione e spazialmente distribuite di indicatori idrologici, quali equivalente in acqua della neve (snow water equivalent), deflusso da fusione nivale e portata fluviale. Questo permetterà di stimare la quantità di acqua disponibile per gli ecosistemi e per le attività socio-economiche nella stagione successiva, fornendo con diversi mesi di anticipo indicazioni sulla possibile occorrenza di condizioni estremamente secche o umide nei successivi sei mesi.

Il secondo obiettivo principale di SPHERE è utilizzare le previsioni stagionali delle variabili meteorologiche e un modello accoppiato di bilancio idrico del suolo e crescita delle colture per prevedere i fabbisogni irrigui nelle aree agricole delle pianure a valle e possibili criticità nell’approvvigionamento idrico con alcuni mesi di anticipo.

Figura 1. Schema della catena modellistica sviluppata in SPHERE

L’abilità della catena di previsione sarà valutata sul bacino del fiume Po, che ospita circa il 25% della popolazione italiana e genera il 40% del PIL nazionale, ma che è anche altamente vulnerabile a siccità e alluvioni. I potenziali utenti istituzionali e privati delle previsioni idrologiche stagionali, tra cui Protezione Civile, autorità di gestione delle risorse idriche, consorzi irrigui, produttori idroelettrici e gestori di comprensori sciistici, sono coinvolti nelle attività del progetto e supportati nell’interpretazione corretta delle previsioni idrologiche e delle relative incertezze.

Risultati

Il principale risultato atteso di SPHERE è una catena di previsione innovativa, flessibile e open-source per la previsione stagionale dell’equivalente in acqua della neve nelle aree montane, della portata dei fiumi e dei fabbisogni irrigui, direttamente applicabile — con minimi adattamenti — a qualsiasi bacino montano del mondo. Inoltre, dataset e mappe di previsioni stagionali per le principali variabili meteorologiche e idrologiche saranno resi disponibili alla risoluzione chilometrica sull’intero bacino del Po.

Data di inizio progetto: 28.09.2023 Durata: 29 mesi